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Civita di Bagnoregio: la città che muore
Un esempio di meraviglia unico nel suo genere.
Unita al mondo solo da un lungo e stretto ponte, la "Città che
muore", ormai da tempo così chiamata a causa dei lenti
franamenti delle pareti di tufo, racchiude un ciuffo di case
medioevali ed una popolazione di pochissime famiglie.
Appoggiata dolcemente su un cucuzzolo, la cittadina sovrasta
imperiosamente l'immensa vallata sottostante, offrendo così un
incantevole e indimenticabile scenario. |
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Palazzo Papale (Viterbo)
Monumento di stile gotico tra i più insigni della città , fu
eretto nella seconda metà del XIII sec.. La facciata,
preceduta da un’ampia scalinata e sormontata da merlature, si
apre con sei bifore unite da una cornice. L’elegante loggia è
composta da sette archi sorretti da esili colonnine binate che
si intrecciano. Il palazzo fu sede di numerosi conclavi, fra
cui quello del 1271, che è ricordato come il più lungo della
storia della chiesa e che si concluse con l’elezione di
Gregorio X dopo 33 mesi di vacanza della sede papale. |
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Quartiere di S. Pellegrino (Viterbo)
Vero gioiello di contrada duecentesca, conserva pressoché
integro il suo aspetto medioevale; le piazzette, le viuzze, le
torri, gli archi, le case con i caratteristici profferli (le
scale esterne) creano un ambiente straordinariamente
pittoresco, alla cui suggestione è difficile sottrarsi. Centro
del quartiere è la piazzetta di S. Pellegrino, con la chiesa
del Santo e l’austero Palazzo degli Alessandri. Fontana
Grande, eretta nel XIII sec. e successivamente restaurata, è
la più famosa e forse la più bella delle numerose tipiche
fontane viterbesi a tazze sovrapposte (Fontana dei Leoni,
Fontana della Morte). |
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Tarquinia
La storia di Tarquinia, città madre dell’Etruria, si
identifica con quella del Popolo etrusco. L’atto stesso della
sua fondazione effettuata dal mitico Tarconte (da cui Tarchna)
fu reso sacro dalla prodigiosa apparizione del fanciullo
Tagete nato dalle zolle di Tarquinia |
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Il Lago di Bolsena
Situato nell'alto Lazio, nella caldera principale del
complesso vulcanico Vulsinio, ha forma ellittica, una
superficie di 114,5 kmq con profondità massima di 151 m e un
perimetro di 43 km; vi emergono due isole, Bisentina e Martana,
probabili residui di crateri vulcanici, ed è circondato in
buona parte dalla catena dei Monti Vulsini. Alimentato
principalmente da acqua piovana ha numerosi immissari di
portata modesta mentre il fiume Marta, unico emissario, nasce
dal porto dell'omonimo centro abitato e sfocia nel Mar
Tirreno. Sulle fertili sponde ai boschi di querce e castagni
si alternano coltivazioni di vite, olivo e ortaggi. Fra le
molteplici attrattive turistiche citiamo quelle di genere
archeologico e culturale; sulle rive del lago si sono
succedute, infatti, la civiltà Villanoviana, l'Etrusca e la
Romana, mentre il periodo medioevale non meno importante ha
lasciato segni indelebili nei piccoli centri che lo
circondano. Offrono motivi d'interesse anche, le tradizionali
feste paesane, le sagre e la cucina; moltissimi invece
scelgono il lago a scopo di semplice svago ed esercitano sulle
sue acque, la vela, il windsurf e la pesca. Il più gran lago
d'origine vulcanica d'Europa e quinto per dimensioni d'Italia |
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Terme di Saturnia
Avventurati in una delle più belle ed incontaminate zone della
Maremma Toscana:
quella che circonda le rinomate acque sulfuree a 37 gradi
delle Terme di Saturnia |
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Vulci
“qualcosa di inquietante , qualcosa di molto bello” (Lawrence).
Il parco archeologico di Vulci è natura , archeologia ,
tradizioni e cultura. La tomba François , il laghetto del
Pellicone , il museo del castello della Badia diventano il
luogo ideale per trascorrere una giornata nel parco
naturalistico archeologico di Vulci. |
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Parco dei Mostri (Bomarzo)
Le origini sono lontane, ma ciò che si vede di più bello e di
interessante venne fatto costruire da Vicino Orsini, nato in
questa terra nel 1523. Fu uomo romantico e prode condottiero
al servizio dello Stato Pontificio, ma tornato dalle guerre
fece posare nella valle sottostante il castello, in un
meraviglioso parco, una serie di sculture fantasiose e
grottesche, tanto che venne in seguito chiamato Parco dei
Mostri.
Alla morte di sua moglie Giulia Farnese fece costruire nel
parco, in sua memoria, un piccolo tempio dove, secondo le sue
richieste, i sacerdoti della zona avrebbero dovuto
commemorarla perpetuamente durante le messe. |
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Villa Lante (Bagnaia)
Chi visita la Tuscia non può non fermarsi a Bagnaia per
ammirare la cinquecentesca Villa Lante, edificata appena fuori
la cinta del borgo antico.
A Bagnaia di dentro, come la chiamavano gli abitanti del posto
con esplicito riferimento alla parte più antica, si accede da
una porta-galleria incastonata nelle mura del vecchio
Castello. Esso domina la Valle Pierina ed è al centro del
primitivo nucleo abitativo costruito su un promontorio
roccioso, per economia in opere di difesa, detto Castrum. Le
prime notizie del Castrum risalgono al 963 d.c., a quel tempo
il borgo si chiamava Bangaria (nome forse di origine
longobarda), successivamente evolutosi in Balnearia, Bagnaja
ed infine Bagnaia. Dentro le mura, vicoli, palazzetti di
costruzione medioevale o rinascimentale richiami di arte
saracena danno ancora oggi all'atmosfera un sapore antico.
Nel 1567 concrete svolte nel sistema di vita del centro si
ebbero grazie al nuovo piano regolatore di Tommasso Ghinucci
architetto senese, che dette spazio alla cosiddetta Bagnaia di
fuori, il cui fulcro è, oggi come allora, la Piazza XX
Settembre, come le tre Vie ispirate al tridente di Piazza del
Popolo in Roma. |
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Palazzo Farnese (Caprarola)
Caprarola sorge sul versante meridionale dei Monti Cimini,
dove il panorama si apre nella grande valle del Tevere. Per la
bellezza dei luoghi è stata oggetto nel 1995 di studi della
Scuola di Architettura del Principe Carlo d'Inghilterra.
Benché tutto il territorio circostante è ricco di insediamenti
etruschi, Caprarola conobbe le prime origini intorno al X sec.
poiché, anticamente, i Monti Cimini erano ricoperti da fitti
ed impenetrabili boschi chiamati Selva Cimina, alla quale
furono legate leggende terrificanti, di mostri e dei malvagi.
Ciò tardò l'insediamento umano e l'arrivo dei Romani. Il
medioevo fu caratterizzato dalle contese dei vari feudatari, i
Di Vico, gli Orsini e gli Anguillara, fatte di sanguinose
guerre e rivalità.
Fu nel '500 che conobbe il massimo splendore, quando i Farnese,
con la nomina a Papa Paolo III del card. Alessandro Farnese, e
con la costituzione del Ducato di Castro, estesero
notevolmente il proprio dominio c Papa Paolo III
ostruendo fastose ville e castelli. A Caprarola fu costruita
la villa più rappresentativa del livello di ricchezza e di
potenza che questa nobile famiglia raggiunse; il Palazzo
Farnese di Caprarola. |
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